Lettera del Vescovo Mons. Orazio Francesco Piazza

Un Dialogo generativo per umanizzare le relazioni e la vita.
DI MONS. ORAZIO FRANCESCO PIAZZA VESCOVO DI SESSA AURUNCA

I Dialoghi del Pronao – APS, istituiti dalla Diocesi di Sessa Aurunca con la collaborazione di Istituzioni, Enti e Associazioni, sono una opportunità di ricerca e di confronto tra fede e cultura, per rigenerare la trama delle relazioni sociali e umanizzare la vita.
Nel cambiamento e nei dinamismi della storia, spesso conflittuale, frammentata e complessa, è necessario rilevare i segni di una Presenza che, con attento discernimento, si rivelano come tracce per aprire nuove opportunità di vita e sentieri di speranza (Cf EG 63).

Si cerca di modulare lo sguardo sulla realtà sociale attraverso due polarità in dialogo: la cultura, che caratterizza il cammino dell’uomo, e la Buona notizia di Cristo, rivelazione di una novità di senso che offre pienezza ad ogni vita, nel quotidiano,
non cornice ma tema del vissuto sociale ed ecclesiale. Si costruiscono ponti e si abbattono barriere per umanizzare la vita. Se il mondo è sempre più spesso ritenuto luogo desertificato e disumano (EG 86), dovrà ancor più essere riconosciuto come spazio di vera fraternità, spazio naturale e contesto umano in cui lo Spirito di Dio opera attraverso molteplici segni e inattese esperienze (Cf EG 278). È necessario
ricentrare l’attenzione sulla realtà sociale e sulla natura per attivare maggiore conoscenza del contesto, vigilanza critica e disposizione ad un atteggiamento generativo. Questo sentiero dei Dialoghi del Pronao detta anche il criterio guida per intuire la realtà (società e territorio) in un coinvolgimento strutturale, non umorale; interpretare gli eventi della nostra storia nel dinamismo del cambiamento; riconoscere e valutare i cambiamenti sociali attraverso la gradualità del comprendere progressivo teso a costruire nuovi spazi vitali. Si vuole offrire una esperienza creativa che, attraverso la pluralità delle voci a confronto, potrà accogliere le sfide dell’umano, dei suoi complessi sentieri, e aiutare a sviluppare un’adeguata analisi dei fattori del cambiamento storico, in cui realtà ecclesiale, sociale e civile sono coinvolte da protagoniste. Da qui l’urgenza di rinnovate implicanze tra teologie, scienze sociali, tecniche e antropologiche, per attuare il discernimento nel nostro tempo e operare scelte che sappiano valorizzare il positivo come sentiero di speranza.